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Cenni

Gli abitanti del paese si aggirano intorno alle 1438 unità, la maggior parte del territorio comunale è pianeggiante fatta eccezione per una piccola parte collinare.

E' situato a nord della Sardegna nel centro del Golfo dell'Asinara a 5 Km dal mare. Noto centro medioevale, abbandonato verso il 400 è stato ripopolato agli inizi dell'800 da un modesto gruppo di pastori della Gallura meridionale. L'evoluzione del paese ha proceduto parallelamente al recupero dei suoi fertili suoli alluvionali, i quali pressochè inutilizzati sin dall'inizio del primo dopoguerra risultano oggi intensamente coltivati, vi prevalgono accanto a taluni tratti di vigna le distese a carciofo.

Lungo un percorso si possono ammirare due piccole chiese romaniche, quella di S. Giovanni, in ottimo stato di conservazione, e quella di S. Maria delle Grazie medioevale che ha conservato la facciata gotica e alla quale si deve il nome del paese. Secondo la leggenda, intorno all'anno 1000 un gruppo di pastori mentre pascolava le greggi lungo le rive del fiume Coghinas, in piena per le piogge scorse all'improvviso una cassa che galleggiava sulle acque del fiume, recuperatala vi rinvenirono una statua lignea della madonna delle Grazie.
La chiesetta romanica dedicata alla Madonna delle Grazie fu costruita nel punto in cui la statua si era poggiata. Questa chiesa è stata restaurata nel 2002, presente una facciata gotica e al suo interno si può ammirare il simulacro della Vergine.
Il paese è sovrastato dagli imponenti ruderi del Castello Doria, fondato nel XII secolo da Brancaleone Doria, sposato ad Eleonora D'Arborea, restaurato nel 1354 da re Pietro D'Aragona e demolito dai piemontesi alla fine del 700. È situato in una cornice di rocce rosso vivo e si erge su una collina di 228 m.
Ai piede del colle del castello, dove il fiume Coghinas crea un'ampia ansa, affiorano le rinomate sorgenti termali di Casteldoria conosciute per le loro qualità terapeutiche sin dal tempo dei romani.

Il paesaggio delle colline circostanti il fiume Coghinas è ricoperto da una rigogliosa macchia mediterranea costituita prevalentemente da ogliastri, sugheri e altre varietà tipiche di tale vegetazione come il lentisco, l'alaterno e il cisto. Nel territorio sono presenti diverse specie di mammiferi quali il cinghiale, la volpe sarda, il porcospino, la donnola, la martora e il gatto selvatico. Per l'avifauna si segnala la consistente presenza dell'airone, della pernice sarda e del falco pescatore. La tartaruga d'acqua trova in questo luogo un habitat ideale per la sua sopravvivenza.

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